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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Jenisch
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Il popolo mwcgJenisch, denominato anche mwcwYenishecite-ref-1[1], rappresenta la terza maggiore popolazione mweanomade mweqeuropea, dopo i mwegRom ed i mwewSinti. Sono presenti in mwfaGermania (Regione del Reno), mwfqSvizzera, mwfgAustria, mwfwPaesi Bassi, mwgaFrancia, mwgqBelgio, mwggItalia, mwgwRomania e mwhaSpagna (dove sono principalmente noti come mwhqMercheros). Mentre le mwhgpopolazioni romaní (mwhwRom, mwiaSinti, mwiqKalé, mwigRomanichals ed altre) sono etnie di derivazione indiana, gli Jenisch sono di origine germanica e hanno un loro proprio idioma.cite-ref-linguaggio-jenisch-2-0[2] Per via di questa loro sostanziale differenza sono anche stati chiamati con l'espressione mwjwzingari bianchi (spesso dispregiativa, in mwkatedesco: mwkqWeiße Zigeuner, in mwkgfrancese: mwkwTziganes blancs).

Contents

Note

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Denominazione

Orgogliosi della loro identità, la loro cultura differisce profondamente da quella delle etnie romaní, con cui non vogliono essere confusi; parlano una propria lingua,cite-ref-linguaggio-jenisch-2-1[2]cite-ref-3[3] di origine germanica, con influssi mwnwebraici (mwoayiddish), rotwelschcite-ref-4[4] e mwpqceltici, con qualche prestito dalla mwpglingua romaní. L'origine degli Jenisch non è certa, ma essi si definiscono diretti discendenti di popolazioni mwpwceltiche. Comunque dopo la mwqaseconda guerra mondiale, su espressa richiesta di una loro rappresentanza mandata alla «Romani Union» furono mwqqaccolti nella comunità degli mwqgzingari.cite-ref-5[5]

Diffusione in Europa

Gli Jenisch che vivono in mwsqGermania sono 220.000, di cui più della metà, ovvero 120.000 in mwsgBaviera; i rimanenti nella mwswRenania Settentrionale-Vestfalia e nel mwtaBaden-Württemberg. Di tutti gli Jenisch tedeschi solo 29.000 sono nomadi e viaggiano in mwtqroulotte.

La mwtwSvizzera con 35.000 unità è la quarta nazione con il maggior numero di Jenisch; di questi si calcola che 5.000 siano nomadi. In mwuaAustria vivono 35.000 Jenisch soprattutto nel mwuwTirolo, nel mwvaWaldviertel e nel mwvqBurgenland; di questi circa 3.500 sono nomadi. Inoltre in mwvgUngheria si segnalano 60.000 Jenisch e 11.000 in mwvwBielorussia, con un numero imprecisato di nomadi. Nel 1990 erano 70.000 gli Jenisch in mwwaBelgio e 2.800 in mwwqLussemburgo.

In altri paesi dell'Europa occidentale come la mwwwFrancia e nei mwxaPaesi Bassi, manca un censimento certo. Ad avviso di Alain Reyniers "Gli Jenisch in Francia rappresentano oggi il più grande numero tra i nomadi".cite-ref-6[6] Molte altre famiglie vivono invece in maniera stabile in mwyqbaraccopoli e sono concentrate a mwygMarsiglia.cite-ref-7[7]

Una loro presenza storica è stata segnalata anche in mwaaItalia. Nei paesi di lingua tedesca vengono chiamati mwaqJenische, nelle zone di mwaglingua francese mwawYeniche. Sono stati chiamati anche con termine spregiativo mwbamwbqzingari, anche se tale termine più che discriminante rappresenta per loro la base della loro diversa identità.cite-ref-8[8]

Di tutte le suddette nazioni solo la Svizzera riconosce agli Jenisch lo mwcwstatus di mwdaminoranza etnica.

Situazione sociale

Gli Jenisch hanno sempre recepito nel corso degli anni lo mwewspirito del tempo della società dominante. Quattro sono comunque le caratteristiche che sono rimaste inalterate nel corso dei secoli:

• Autonomia dell'idioma jenisch, che certamente, come ogni lingua, si è evoluta nel corso dei secoli, ma la cui base e la cui mwfgnatura sono rimasti gli stessi. Documenti risalenti all'anno 1250 fanno notare che il dialetto mwfwalsaziano ha un vocabolario tipicamente Jenisch.
• Un'organizzazione in clan familiari.
• Una vita nomade.
• Uno stile di vita particolarmente originale e rude in alcune usanze ancora esistenti nell'mwgwAlsazia del Nord, come l'abitudine di immergere i bambini neonati nel fiume Moder o la consuetudine di praticare moltissimi tatuaggi su tutte le parti del corpo con mwhaattrezzi volutamente rudimentali come l'uso di frese, coltelli da cucina, mescole di frassino, saliva, inchiostro e grappa.

Origini e storia fra mito e realtà

Ci sono tracce che indicano la presenza di gruppi jenisch nella Svizzera dall'mwhwXI secolo e nella Germania nel mwiaXIII secolo. L'espressione "Fahrendes Volk" (popolo errante) è utilizzata nel linguaggio svizzero-tedesco fin dal mwiqMedioevo.

C'è una certa difficoltà nello stabilire esattamente le origini del popolo jenisch. Si sono avanzate più ipotesi nell'identificare tale origine per questo popolo emarginato da secoli, dove i matrimoni misti erano e rimangono comuni. Alcune di queste ipotesi sono:

1. Discendenti da popoli mwkgCelti.
2. Discendenti di commercianti nomadi ebrei (Chochemer); teoria che si basa sugli mwlaebraismi del linguaggio Jenisch e sulle somiglianze significative esistenti nei nomi di entrambe le comunità.
3. Secondo un'ulteriore teoria, gli Jenisch sarebbero sorti da "incroci" fra disertori poveri e un gruppo di migranti del mwlgCantone di Berna all'epoca della mwlwguerra dei trent'anni. Questa teoria parte dal presupposto che tutti, senza eccezione, fossero mwmacattolici, mentre si sa che la stragrande maggioranza degli emigranti erano mwmqprotestanti luterani. L'mwmgetnografo Marie-Paul Dollé ha affrontato il problema in un suo studio del 1979.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

Perseguitati nella Germania Nazista

«Gli Zingari risultano come un miscuglio pericoloso di razze deteriorate

»

(Dott. Robert Ritter, direttore del Centro Ricerche per l'Igiene e la Razza - Berlino)

Gli Jenisch, così come i mwsqRom e i mwsgSinti, furono aspramente perseguitati nella mwswGermania nazista,cite-ref-12[12] rinchiusi nei mwuacampi di concentramento e pagarono un alto prezzo in termini di vite umane.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]

A metà degli anni trenta, infatti, i nazisti tedeschi iniziarono la "lotta contro la piaga zingara". Non solo contro mwwgRom e mwwwSinti, ma anche contro i cosiddetti "vagabondi erranti zingari", ovvero gli Jenisch.

Uomini, donne e bambini furono discriminati; prima schedati nel cosiddetto mwxqmwxgZigeuner-Buch, il libro degli zingari, furono poi mwxwsterilizzati perché ritenuti mwyainferiori.

La polizia criminale, inoltre, durante il periodo nazista emise carte di identità con le loro impronte digitali. Le carte erano marroni per gli zingari mwygoriginali, grigie per i nomadi non zingari e con strisce diagonali azzurre su fondo marrone per i mwywmwzaMischlinge (lett. "mwzqsangue misto").cite-ref-15[15]

Un imprecisato numero fu arrestato e portato, insieme con gli altri mw0wzingari, nei campi di concentramento e mw1asterminio, soprattutto ad mw1qAuschwitz-mw1gBirkenau.

Gli Jenisch subirono, proprio perché tedeschi, un trattamento mw2aparticolare. Il mw2qDizionario dell'Olocausto aiuta a far luce su questo mw2gparticolare tipo di trattamento: "La diversità di trattamento riservata agli zingari puri e ai mw2wMischlinge zingari era in antitesi con la politica seguita nei confronti degli ebrei: gli ebrei puri dovevano essere uccisi, mentre coloro che avevano metà o un quarto di sangue ebreo venivano in genere risparmiati. Al contrario, i mw3amw3qMischlinge zingari furono condannati allo sterminio perché Himmler e i criminologi tedeschi erano convinti che solo la feccia del popolo tedesco - come gli Jenisch, commercianti ambulanti che vivevano di espedienti e parlavano un dialetto particolare misto a termini di origine ebraica e mw3gromaní - potesse sposarsi con gli zingari".cite-ref-16[16]

La storia di Ernst Lossa e della sua famiglia

«Per nascondere questo massacro, la

T4

lanciò una vasta operazione di occultamento che comprendeva lettere di condoglianze, falsi certificati di morte intesi a ingannare parenti e tutori delle vittime»

(Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, Volume I, pag. 282, Editoriale L'Espresso su Licenza Einaudi, Roma 2012)

Oltre alla eliminazione per gassificazione nei campi di sterminio, molti Jenisch furono vittime del programma mw7anazista di mw7qeutanasia. Eclatante e conosciuta, grazie ai mw7gmass media di tutto il mondo, è mw7wl'esecuzione del giovane Ernst. mw8aErnst Lossa fu una delle tante giovani vittime jenisch, ucciso a soli 14 anni con due iniezioni letali di mw8qmorfina e mw8gscopolamina nella filiale di mw8wIrsee della cosiddetta mw9acasa di cura di mw9qKaufbeuren, diretta da mw9gValentin Faltlhauser,cite-ref-17[17] in mw-wBaviera, uno dei centri della mw-aAktion T4.cite-ref-18[18]. Nella sua cartella clinica i medici nazisti scrissero: mwaqela morte è stata causata da broncopolmonite.

Lossa nacque ad mwaqmAugusta nella mwaqqGermania mwaqubavarese da genitori jenisch appartenenti ad un ceppo nomade.cite-ref-19[19]cite-ref-20[20] La sua famiglia, composta dal padre Christian, dalla madre Anna e da due sorelline più piccole, per guadagnarsi da vivere girava le città bavaresi e del sud della Germania, disegnando immagini religiose.cite-ref-21[21]

I genitori di Ernst, già dal lontano mwarm1905 erano stati mwarqschedati dal governo del mwaruLänder in cui vivevano ed inseriti nello mwaryZigeuner-Buch (il libro degli zingari).

Quando salì al potere mwargAdolf Hitler, poco dopo la nascita di Ernst, in virtù della mwarkpolitica razziale dei nazisti, la vita, per tutti gli zingari, compresi gli stessi genitori di Ernst, divenne durissima a causa di divieti, discriminazioni ed emarginazioni perpetrate contro le razze diverse, ritenute inferiori a quella ariana, sfociati ben presto in persecuzione, internamento ed eliminazione fisica.

La famiglia Lossa non venne risparmiata da un simile trattamento. Accusati di essere mwarszingari e mwarwvenditori ambulanti, venne tolta loro subito la mwar0patria potestà. Ernst e le due sorelline più piccole furono mwar4affidati ad un orfanotrofio di Augusta. La madre di Ernst poco dopo morì di mwar8tubercolosi; all'epoca Ernst aveva solo 4 anni. Il padre, dopo essere stato arrestato, venne deportato prima nel mwasacampo di concentramento di Dachau e poi nel mwaseCampo di concentramento di Flossenbürg, dove avrebbe trovato in seguito la morte.

Ormai orfano, il piccolo Ernst visse un'infanzia difficile, senza nessuna guida affettiva. Venne considerato dai medici e dagli mwasmeducatori un bambino difficile, irrequieto, ineducabile ed irrecuperabile. Venne messa in discussione la sua stessa sanità mentale, cosa palesemente falsa, per la convinzione razzista dei medici nazisti secondo la quale, essendo mwasqzingaro, Ernst fosse mwasupredisposto mwasydi natura ad avere turbe psicologiche. La sua mwasccandidatura al programma di morte per eutanasia era stata decisa.

È così che, dopo un'infanzia di maltrattamenti e discriminazioni, non ultima una permanenza nel riformatorio giovanile di mwaskDachau nel mwaso1940, il giovane Ernst venne mandato nel mwass1942 all'ospedale psichiatrico di mwaswKaufbeuren, che si trovava a pochi chilometri dalla sua mwas0filiale, la mwas4clinica della morte nel villaggio bavarese di mwas8Irsee, dove sarebbe stato eliminato con due punture letali.

Discriminati in Svizzera

«Le conclusioni degli storici non lasciano spazio al dubbio: l'Opera di soccorso

Enfants de la grand-route

è un tragico esempio di discriminazione e persecuzione di una minoranza che non condivide il modello di vita della maggioranza.»

(Ruth Dreyfuss, ex-consigliere federale e presidente della Confederazione svizzera nel 1999cite-ref-22[22])

Fino al 1970, il governo svizzero condusse una politica semi-ufficiale che verteva ad mwat0istituzionalizzare i genitori yeniche come "malati di mente" e tentando di far adottare i loro figli da più "normali" cittadini svizzeri nel tentativo di eliminare la cultura jenisch in nome del mwat4miglioramento della specie umana: l'mwat8eugenetica.cite-ref-23[23] Il nome di questo programma era mwauqmwauuHilfswerk für die Kinder der Landstrasse ("figli della strada")cite-ref-24[24]. Secondo alcune fonti, 590 bambini furono sottratti ai genitori e messi in orfanotrofi, in istituti psichiatrici e persino in prigioni.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]

mwavmMariella Mehr, nata a mwavqZurigo nel mwavu1947 da una famiglia jenisch, racconta nei suoi romanzi autobiografici del programma mwavyKinder der Landstrasse attuato dall'associazione svizzera mwavcPro-Juventute dal mwavg1926 al mwavk1974 per il recupero dei bambini di strada tradotto poi in un dramma nazionale, tacciato di mwavogenocidiocite-ref-27[27].

Il programma coinvolse dai 600 ai 2000 bambini jenisch che di fatto furono allontanati in tenera età dalle famiglie originarie, coinvolgendo una associazione federale per altre attività benefiche. Quel programma è un tema molto scottante per la coscienza dei cittadini elvetici.

Nel ventunesimo secolo oltre 35.000 Jenisch vivono in Svizzera, concentrati per lo più nel mwaweCanton Grigioni. Di questi, solo 5.000 sono nomadi.

La storia della scrittrice e poetessa Mariella Mehr

«I piccoli zingari venivano affidati a contadini, e molte ragazze venivano sterilizzate. Solo verso la fine degli anni Sessanta i rom e gli zingari crearono in Svizzera un’associazione e iniziarono una lotta giuridica e politica che portò alla chiusura della “

Pro Juventute

” e solo nel 1986 il presidente della Confederazione Elvetica ha chiesto pubblicamente scusa ai rom. Alla sua storia, e al percorso psicoterapeutico che le ha permesso di uscire dalla follia in cui era precipitata,

Mariella Mehr

ha dedicato il libro “La bambina” .... in cui ricostruisce una storia fatta di violenze: la piccola viene rinchiusa al buio e picchiata per la sua paura, subisce le “viscide attenzioni” del padre affidatario, la violenza carnale di un medico, elettroshock e terapie chimiche, mentre viene indicata come un caso disperato ed emblematico di una razza geneticamente tarata....»

(David Piesoli - Espresso.repubblica.itcite-ref-28[28])

Mariella Mehr fu una dei bambini vittima del programma del governo svizzero mwawoKinder der Landstrasse.cite-ref-29[29] Nacque il 27 dicembre 1947, a mwaw8Zurigo in mwaxaSvizzera, da madre jenisch.cite-ref-30[30] Vittima del pregiudizio, con il programma del governo svizzero che sottraeva alle proprie famiglie i bambini di etnia jenisch per affidarle a mwaxunormali famiglie svizzere, fu tolta alla propria madre mentre era piccolissima crescendo in 16 diverse case famiglia e in 3 istituzioni educative. Quando aveva 18 anni, come per sua madre, le tolsero il figlio. Questa opera di sradicamento fece crescere la sua rabbia e divenne ben presto una ragazza ribelle. Subì 4 ricoveri in ospedali psichiatrici, violenze ed elettroshock e venne perfino reclusa per 19 mesi nel carcere femminile di mwaxyHindelbank nel mwaxcCanton Berna.

Fino agli anni ottanta l'opinione pubblica mondiale sapeva ben poco delle discriminazioni subite dall'etnia Jenisch, paragonate di fatto ad un vero e proprio mwaxkgenocidio. Mariella Mehr come testimone principale del dramma di segregazione, ha fatto della denuncia della persecuzione agli Jenisch l'opera principale dei suoi scritti e delle sue poesie. I suoi libri, tradotti anche in italiano, sono ampie e dettagliate denunce di tutte le violenze fisiche e psicologiche subite negli anni della sua infanzia e della sua adolescenza.

La scrittrice e poetessa ha stabilito il suo centro operativo in Italia ed è diventata testimone autorevole della persecuzione subita dagli Jenisch. Invitata dai media di tutta Europa, partecipa a trasmissioni radiofoniche e televisive facendo luce con le sue testimonianze e le sue denunce a uno dei periodi più bui della mwaxsstoria della Svizzera del mwaxwXX secolo.

«

Per tutti i Rom, Sinti e Jenische,

per tutte le ebree e gli ebrei,

per gli uccisi di ieri e per quelli di domani

»

«Non c'era mare ai nostri piedi

anzi gli siamo
sfuggiti a malapena

quando le disgrazie
si dice
non vengono mai sole
il cielo d'acciaio ci incatenò il cuore

Abbiamo pianto invano le nostre madri
davanti ai patiboli
e ricoperto i bambini morti con fiori di mandorlo
per scaldarli nel sonno
il lungo sonno

Nelle notti nere ci disseminano
per poi strappare noi posteri alla terra
nelle prime ore del mattino

Ancora nel sonno ti cerco
erba selvatica e menta
chiuditi occhio ti dico
e che tu non debba mai vedere i loro volti
quando le mani diventano pietra

Per questo l'erba selvatica la menta
Ti stanno leggere sulla fronte
quando arrivano i mietitori»

(Dalle poesie di Mariella Mehr)

Filmografia

• mwayimwaymDove cadono le ombre, regia di mwayqValentina Pedicini, 95 minuti, Italia, 2017cite-ref-31[31]
• mwayomwaysNebbia in agosto, regia di mwaywKai Wessel, 121 minuti, Austria/Germania, 2016cite-ref-32[32]
• mwazimwazmLubo, regia di mwazqGiorgio Diritti, 181 minuti, Italia/Svizzera, 2023

Note

cite-note-11. mwazsmwazwmwaz0Jenish conosciuti anche come Yenishe.
cite-note-linguaggio-jenisch-22. mwaam(mwaaqmwaauEN) mwaaymwaacYeniche | Ethnologue Free, su mwaagEthnologue (Free All). mwaakURL consultato il 10 marzo 2024.
cite-note-33. mwaa0mwaa4mwaa8Linguaggi del Mondo, su mwabaarchive.ethnologue.com. mwabeURL consultato il 22 marzo 2013 mwabi(archiviato dall'mwabmurl originale il 14 luglio 2014).
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cite-note-55. mwab8mwacamwaceSito della Confederazione Svizzera, su mwacibak.admin.ch mwacm(archiviato dall'mwacqurl originale il 2 marzo 2014).
cite-note-66. Alain Reyniers, articolo sulla rivista mwacgÉtudes Tsiganes , N°2/91
cite-note-77. mwacwKarim Dridi, mwac0mwac4mwac8Marseille: au Ruisseau Mirabeau, camp tzigane devenu bidonville, mwadaRue 89, 12 juin 2008
cite-note-88. mwadqmwadumwadyComunque tutti mwadcgli zingari, Jenish compresi, si sono appropriati con un certo orgoglio del termine, facendone un simbolo della loro identità, su mwadgbak.admin.ch mwadk(archiviato dall'mwadourl originale il 2 marzo 2014).
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cite-note-1616. mwahiDizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, volume II, pag. 843-844.
cite-note-1717. mwahyKaufbeuren uno dei tanti centri con reparti pediatrici costituiti per l'eliminazione fisica di bambini e ragazzi tramite mwahceutanasia. Il primo, come fa notare un Dizionario dell'Olocausto: mwahg[....] venne costituito vicino a mwahkBerlino nell'ospedale di mwahoBrandeburgo-Gorden diretto da Hans Heinze. Ben presto ne vennero aperti altri: un centro a mwahsEglfing-mwahwHaar, diretto da Hermann Pfannmüller; un altro a mwah0Eichberg, diretto da Friedrich Mennecke; a mwah4Vienna, lmwah8'Am Spiegelgrundmwaia, diretto prima da Erwin Jekelius e poi da Ernst Illing. Alla fine, oltre venti reparti pediatrici attuavano il programma di eliminazione. In questi reparti, medici ed infermieri uccidevano i bambini somministrando loro mwaiebarbiturici e altri farmaci comuni - soprattutto mwaiimorfina, mwaimscopolamina, mwaiqluminal e mwaiuveronal - ma talvolta li lasciavano semplicemente morire di fame. Per di più, i medici facevano esperimenti sui bambini prima che morissero e dopo ne prelevavano gli organi per lo studio . - Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, Volume I, pag. 279, Editoriale L'Espresso su Licenza Einaudi, Roma 2012
cite-note-1818. mwaikMarco Paolini: mwaioAusmerzen. Vite indegne di essere vissute, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5
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• Christian Bader, mwap0Yéniches: Les derniers nomades d'Europe. Suivi d'un lexique yéniche-français et français-yéniche, mwap4L'Harmattan Edizioni, Parigi 2007, (L'Harmattan Italia, Torino) ISBN 978-2-296-03675-8.
• mwaqeMarco Paolini: mwaqiAusmerzen. Vite indegne di essere vissute, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5 mwaqq(DVD: ISBN 978-88-06-21241-4) mwaqyeinaudi.it, http://www.einaudi.it/libri/libro/marco-paolini/ausmerzen/978880621241 Titolo mancante per url url (aiuto).
• Robert Domes: mwaqkNebel im August. Die Lebensgeschichte des Ernst Lossa, mit Vorwort von Michael von Cranach, cbt-Verlag München 2008, ISBN 978-3-570-30475-4, ISBN 3-570-30475-2 mwaqwrobertdomes.com, http://www.robertdomes.com/nebel-im-august/ Titolo mancante per url url (aiuto).
• Michael von Cranach, L&L, Autoren und Künstler: mwaq8IN MEMORIAM (Lossa, Ernst). Ausstellung in Gedenken an die Opfer des nationalsozialistischen Euthanasieprogramms aus Anlass des XI. Weltkongresses für Psychiatrie in Hamburg. 1999. Ausstellungskatalog deutsch english. Bezirkskrankenhaus D-87600 Kaufbeuren. mwarasciencev1.orf.at, http://sciencev1.orf.at/sciencev1.orf.at/science/news/124418.html Titolo mancante per url url (aiuto).

Voci correlate

• mwaruErnst Lossa
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Collegamenti esterni

• mwasgLadri di bambini - intervista di Claudio Visentin alla Rete due della Radiotelevisione Svizzera sulla tragedia dei bambini jenisch, su rsi.ch.
• mwasoDocumento del Consiglio d'Europa (PDF), su coe.int (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2012).
• mwaswSito della Confederazione Svizzera, su bak.admin.ch (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2014).
• mwas4Una tesi italiana di laurea sulla scrittrice jenisch Mariella Mehr, su mariellamehr.com. URL consultato il 26 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2011).
• mwataBiografia, Poesie e Bibliografia di Mariella Mehr, su violettanet.it.
• mwatiIl sito in lingua italiana di Mariella Mehr, su mariellamehr.com. URL consultato il 27 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2013).
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• mwatw(DE) Una delle poche opere sugli Jenisch datata 1915 (PDF), su sifaz.org. URL consultato il 22 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
• mwat4(DE) Sito tedesco Jenisch, su jenischpower.net. URL consultato il 22 marzo 2013 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2013).
• mwaua(DE) Associazione Austriaca degli Jenisch, su members.aon.at. URL consultato il 22 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2005).
• mwaui(DE) Festa degli Jenisch in Germania, su home.balcab.ch. URL consultato il 22 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2005).